Quando la famiglia è riunita, c'è sempre qualcuno che manca in foto: la persona che tiene il telefono. Un selfie è il modo più semplice per stare tutti insieme nella stessa immagine, ma con molte persone diventa difficile: la testa di qualcuno viene tagliata, un bambino scompare in basso, il braccio è troppo corto. Qualche accorgimento aiuta a far entrare proprio tutti, senza stress e senza troppi tentativi.
Vicini, in alto e con un sorriso
Tieni il telefono un po' più in alto del viso e leggermente inclinato verso il basso. Questa posizione allunga il collo e fa apparire tutti più belli. Estendi il braccio il più possibile. Chi è più alto si mette dietro, i più piccoli davanti, in ginocchio o seduti. Tutti si stringono, testa contro testa, e chi è ai bordi si sporge verso il centro.
Controlla che tutti siano nell'immagine prima di scattare. Guarda lo schermo e dì ad alta voce: adesso ci siamo tutti? Chi non si vede si sposta. Se i volti sono tanti, abbassa un po' il telefono e allontanalo. Meglio più spazio intorno ai volti che teste tagliate. Poi contate insieme ad alta voce e scatta più foto una dopo l'altra, perché in una c'è sempre qualcuno con gli occhi chiusi.
Cerca la luce giusta. All'aperto, all'ombra o con nuvole leggere, la luce è più uniforme. Non fare il selfie contro il sole, perché i volti diventano scuri. In casa, mettiti davanti a una finestra, ma non con la finestra alle spalle. Pulisci l'obiettivo con un panno morbido prima di iniziare, perché le ditate rendono tutto opaco e lattiginoso.
Se il gruppo è troppo grande, appoggia il telefono su un muretto, una sedia o una pila di libri e usa il timer. Così tutti possono sistemarsi con calma e nessuno deve tenere il braccio teso. Fai poi una versione buffa, con facce strane e salti. Spesso è la foto che piace di più. Manda l'immagine a tutti solo se sono d'accordo, e stampa la più bella per il frigorifero. Ogni anno, alla stessa festa, potete rifare lo stesso selfie e confrontarlo con quello precedente: vedrete chi è cresciuto, chi è cambiato e chi ha ancora la stessa espressione.